martedì 30 agosto 2016

Chi ha bisogno di groupie nella vita?


Con il termine groupie si sono identificate, a partire dagli anni Sessanta, le ragazze che accompagnavano le rockstar in gran parte delle loro tournée, assecondandone con entusiasmo la vita sregolata e le sfrenatezze sessuali, e divenendo quindi vere e proprie componenti del loro entourage [Wikipedia]. 
Le rockstar hanno le groupie. O almeno, le rockstar degne di questo nome.
Ne hanno bisogno, le rockstar, di qualcuno che confermi continuamente quanto siano famose, quanto non debbano chiedere mai.

E poi ci sono quelli che, pur non sapendo suonare nemmeno una nota, salgono sul palco della propria vita solo se sotto ci sono le proprie groupie.
Amicizie e conoscenze, colleghi e colleghe, la mamma dell'amica della collega e la cugina del ragazzo  del benzinaio sotto casa, il ragazzo del bar che porta il caffè e che ha chiesto l'amicizia su Facebook- che fai, non l'accetti?! -, la zia della ragazza del terzo piano. Tutti. Tutti a supporto sui social.
Basta la foto del cane che fa la cacca sul divano - "birichino", "ma come gli vengono in mente?!", "ti sei preso/a il cane come te!" (Sic!) - o della colazione con una fetta biscottata grigia su un tavolo macchiato, ed ecco l'orda di groupie mediatiche che si scatenano con valanghe di like e commenti.

L'apoteosi sfiora l'isterismo di like con le foto dei bambini.
Pure se nella foto ha la stessa smorfia sdentata e poco simpatica del campanaro di Notre Dame, niente. Dagli 80 ai 120 like.
E come si possono definire tali consensi di massa se non groupismo? 
Poco importa che nella vita l'autore/autrice della foto sia il/la più grande stronzo/a e che per strada non saluti nessuno - forte dei 150like anche per la carta igienica che ha pubblicato-, le foto vanno omaggiate. E questo omaggio va oltre gli impegni lavorativi o personali, quegli stessi impellenti fatiche che usano come scusa con chiunque faccia loro notare che non rispondono ai messaggi o non partecipano agli eventi. "Ma io non sto mai su Facebook/ Instagram/ Whatsapp!!!" è la frase che accompagna lo sguardo che si appoggia accusatore su chi ha osato immaginare che magari, oltre a commentare e approvare ogni insulsaggine della star mediatica, potrebbero pure degnarsi di fare qualcos'altro.

I fenomeni sociali sui social sono la cosa che più mi incuriosisce, soprattutto quando riguardano le persone che conosco - o conoscevo - anche nella vita reale.
Quelle persone che, se sono passate dal presente al passato, in alcuni casi, è stato proprio a causa del loro atteggiamento sui social che si è proiettato, stranamente, anche nella vita fuori.

È stato quello il loro errore: relegare l'interesse verso le persone esclusivamente al groupismo più ignorante e tutto il resto non esiste più.
Non posso che augurarvi che la vostra vita sociale sia solo quella che appare sui social.
Ben poca cosa, a parer mio, rispetto alla bellezza della vita vera.

lunedì 29 agosto 2016

Odio quindi amo di Susan Elizabeth Phillips


Se posso dire che ogni mia estate ha avuto il suo libro, questa è l'estate di quelli di Susan Elizabeth Phillips.
In realtà ho sempre letto qualche suo romanzo ma sporadicamente, senza collegare veramente quello che leggevo alla "grandezza" di questa autrice.

Ho iniziato a scavare nel mio ereader e mi sono resa conto di avere diversi ebook di SEP, tra cui la serie Chicago Stars [su cui spero di poter scrivere quanto prima, ma i miei tempi ultimamente sono mooolto lunghi...].

"Odio quindi amo" è uscito a gennaio 2015 per Leggereditore [che pubblica la Phillips in Italia]. Io l'ho letto subito ed è stato amore a prima vista!
Come poi succede a volte per queste cose, rimanda oggi, rimanda domani, e siamo arrivati ai giorni nostri.
Qualche sera fa avevo voglia di leggere qualcosa di particolare, che mi coinvolgesse, che mi facesse soffrire ma poi stare bene e il titolo che è venuto fuori dalla slot machine della mia memoria di lettrice è stato questo. Ho riletto "Odio quindi amo" e le sensazioni erano tutte lì, uguali alla prima lettura.

Sugar Beth Carey è la ragazzaccia di Parrish, Mississippi. O, meglio, lo era quindici anni prima, quando regnava incontrastata sulle sue adoranti amiche, le Coralline, aveva un ragazzo che tutte volevano e una vita che tutti invidiavano. E ora?
Sugar Beth torna nella città che era sua ma ora non ha più una casa, non ha più una famiglia e quelle che erano le sue migliori amiche, sono diventate le nemiche più acerrime che qualcuno possa immaginare. Che cosa è successo in tutti gli anni che è stata lontana? Perché tutto quell'odio?

Fin dalle prime pagine Susan Elizabeth Phillips delinea il carattere di questo personaggio, a mio avviso, indimenticabile. Le apparenze la vogliono strafottente, indifferente e alquanto stronza e anche quelli che non si ritengono superficiali, quando si tratta di Sugar Beth, sono più propensi a credere alle apparenze che sforzarsi di guardare più a fondo in quella vita che sembra spensierata e perfetta.

Le umiliazioni attraverso cui passa la protagonista sono così provocatorie e volutamente atte a ferirla che ad un certo punto della lettura mi è montata la rabbia. Il voltafaccia delle amiche è descritto in maniera tale che vi procurerà una fitta di dolore, o, almeno, a me ne ha procurata molto più d'una. SEP è riuscita talmente a coinvolgermi nella storia che, di fonte all'ammissione di Sugar Beth di tutte le angherie perpetrate in passato ai danni di quelli che le erano attorno, mi sono cadute le braccia e, allo stesso tempo, avrei voluto abbracciarla.

Colin Byrne non è meglio degli altri: pieno di risentimento, con un robusto desiderio di vendetta nutrito senza interruzioni nel corso degli anni, ora non gli sembra vero di poter realizzare i suoi piani contro quella ragazzina viziata che gli ha rovinato la vita e la carriera da insegnante. I pregiudizi sembrano essere il suo unico scudo nei confronti del fascino che Sugar Beth esercita su di lui e lei non fa nulla per smentirlo, anzi. Quei pregiudizi sembrano essere anche il suo unico scudo nei confronti di tutto l'odio che ora potrebbe facilmente distruggerla. E invece Sugar Beth resiste, resta in piedi, perché ha un obiettivo ben diverso da quello che tutti immaginano.

Ho riletto "Odio quindi amo" - "Ain't She Sweet" in originale - e anche la seconda volta ho sentito chiaramente l'odio dei concittadini di Sugar Beth pungermi la pelle, ho sentito la rabbia di fronte ai pregiudizi e alle ingiustizie, ho sentito la solitudine di fronte ai nemici che un tempo erano amici e ho desiderato il lieto fine.
E se un libro riesce a trasmettermi tutto questo, merita di essere riletto ancora e ancora e ancora.

venerdì 26 agosto 2016

Le dimensioni del cuore contano


C'è chi dice che sotto pressione si dà il meglio, che è allora che escono fuori le belle persone.

Io dico che l'umanità dà il suo meglio e il suo peggio nei piccoli e grandi drammi della vita.

Che sia un'anziana da aiutare ad attraversare la strada o un essere umano al gradino più basso del bisogno e della tristezza, chi ha un grande cuore, lo dimostra in entrambi i casi.
I pusillanimi - sì, quelli - si incontrano, purtroppo, nelle loro espletazioni ad ogni livello di dramma.

Questa estate, che sembrava scorrere nel solito caldo e nella tanto attesa lentezza, ha subito all'improvviso un'impennata di tensione e tristezza.
Non ho intenzione di parlare dei fatti del giorno - questo blog non è qui per questo -, ci sono le drammatiche cronache sotto ai nostri occhi dappertutto da qualche giorno apposta per questo.

Il mio pensiero si è più volte soffermato, in questi giorni, sulla grandezza umana e, di conseguenza, sulla sua piccolezza. 
E non intendo con questo sottolineare la piccolezza dell'uomo di fronte alla Natura, perché, in fondo, chi ha bisogno di sentirsi dire ovvietà sui drammi più neri?

Se è vero che le dimensioni non contano, quando parliamo di cuore contano, eccome!

È questo il pensiero che mi ha colto più volte, mentre ero a casa a leggere e, poi più tardi, in tram, e ancora in un altro momento, mentre per strada mi facevo spazio tra la folla del mercato.
È ipocrisia, a parer mio, il mostrarsi nell'atto di fare beneficenza o la foto di una benevolenza verso il prossimo costruita a uso e consumo dei social network.
È ipocrisia salire sul carro delle grandi tragedie anche solo condividendo gli appelli alle donazioni e poi, nelle realtà più piccole, meno mediatiche, sicuramente più private, mostrare tutta la piccolezza del proprio animo.
Conta davvero poco spendere parole per ogni sconosciuto in difficoltà e poi non tendere una mano ad un amico, non credete?

La grandezza di un gesto, piccolo o grande che sia in fine, resta sempre una scintilla nel buio della disperazione di qualcun altro, un piccolo petardo scoppiato per festeggiare la speranza.

domenica 21 agosto 2016

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà di Nazim Hikmet


Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.


sabato 20 agosto 2016

Segnalazione: Dreams Collection di AA.VV


Christiana V, A.I. Cudil, S. M. May, Giulia Borgato, Ledra
€ 2.99

Cinque autrici, cinque storie ricche di amore, passione e tenerezza in un unico volume.

Se avete già letto Crudele come il sole di Christiana V, non potrete perdervi un ulteriore scorcio nella tempestosa relazione di Clizia e Jacopo. E se non lo avete ancora letto, sarete troppo intrigate dallo scoprire cosa è successo prima delle montagne russe su cui vi porterà Graffiante come il silenzio.
Per chi conosce lo stile raffinato di A.I. Cudil e le storie della sua serie Six Senses, sarà una vera gioia ritrovare Adelaide e le sue amiche nell’ambiente BDSM più chic e trasgressivo di Parigi, con Dungeon. Un nuovo club sta per essere aperto, e voi sarete i primi a conoscerlo.
Se vi piace l’urban-fantasy e non disdegnate i protagonisti maschili sexy, tenebrosi, e con qualche potere “speciale”, preparatevi al primo episodio di una serie ironica, soprannaturale, e molto… legal-paranormal (Devils & Partners), con A volte la morte morde di S.M. May.
Ma se preferite il romance contemporaneo e un’ambientazione tutta italiana, Giulia Borgato vi porta a conoscere i protagonisti del suo prossimo libro (Il mio mondo nei tuoi occhi) con il prequel Il mio segreto. Un amore intenso, dubbi e rimorsi, un potenziale tradimento dietro l’angolo. Imperdibile.
E, infine, se il vostro cuore ha bisogno di riprendersi con tanta dolcezza e romanticismo, arriva la sorpresa di Ledra: un incredibile incrocio tra la serie dei Bacigalupi e quella dei Piloti (di cui già conoscete Puzzle di Cuori). Perché amore è anche un lungo sospiro, un semplice bacio, e continuare a sognare a occhi aperti in Strage di cuori.

Trame

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