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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Scusate, vi dispiace se svapo qua? Ovvero fumare ai tempi della sigaretta elettronica

Se non vi è ancora capitato di incontrare per strada una persona che, portandosi alla bocca un clarinetto minuscolo, emette volute di fumo miracolosamente profumato, probabilmente vivete su un altro pianeta. La sigaretta elettronica è un must che, quasi quasi, sta contagiando anche quelli che non fumano.
Tutto è iniziato nel 2010, quando Katherine Heigl - la dottoressa Izzie Stevens di Grey's Anatomy -, ospite  al David Letterman Show tirò fuori una sigaretta elettronica e iniziò a "svapare". E ora Leonardo Di Caprio si fa vedere in giro per Hollywood mentre emette nuvole di vapore, anche sul set di Django Unchained, facendosi santificare dalla stampa americana per la sua volontà di smettere di fumare. Una modaiola come Lindsay Lohan pure vuole dire addio al fumo e allora si fa fotografare spesso e volentieri mentre svapa. In Italia, Morgan ha sdoganato la sigaretta elettronica in diretta tv durante la scorsa edizione di  X Factor e Vasco ha detto addio alle storiche Lu…

La frase da un libro: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

Non so se vi è mai capitato di provare sconforto di fronte a tutti i libri che non riuscirete mai a leggere...
A me capita spesso. Nonostante mi impegni con i miei 100 e passa libri l'anno e negli anni passati sono andata anche ben oltre questa cifra, ovviamente la curiosità cresce al passo con le nuove pubblicazioni, e non ce la faccio mai a leggere tutto, ma proprio tutto quello che vorrei.

Ho cercato di recuperare quanto più possibile con i classici - che quelli sono e là rimangono, anche se ci sono sempre nuovi libri considerati classici... e vabbè! - ma sono le nuove uscite che mi angosciano [detto col tono della psicopatica circondata di libri fino al soffitto!!! Bookhaolic, si dice bookhaolic!].

Il piacere della lettura, in ogni caso, non è intaccato da nessun altro pensiero se non quello del libro che in quel momento mi assorbe. Eppure... li amo, tutti quei libri! Sì, quelli che non riuscirò mai a leggere sono comunque oggetto del mio amore incondizionato!

Con questo post…

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen compie 200 anni!

Orgoglio e Pregiudizio: 200 anni e non dimostrarli! Era il 28 gennaio del 1813 quando apparve la prima edizione in stampa di "Pride and Prejudice" di Jane Austen, per l'editore Thomas Egerton che lo acquistò al costo di 110 sterline e lo lanciò con una tiratura di sole 1500 copie da 18 scellini l'una. E pensare che la sua edizione di lancio ora è stimata per un valore tra i 30 mila e i 50 mila dollari ed è stata battuta all'asta da Christie per 68.500 dollari!
Più o meno tutti lo abbiamo letto - e se non lo avete fatto ancora, smettete di leggere il mio blog e correte a comprarlo! ma poi ritornate qua che ne parliamo, ovviamente! - e, nel corso del tempo, ha ispirato citazioni e parodie, in libreria come al cinema.

Confessione: io l'ho visto prima in tv e poi ho letto il libro. C'è da dire che avevo 11 anni, forse, e mia zia me lo fece vedere per farmi conoscere Laurence Olivier, uno degli attori più belli della sua generazione. E infatti per tantissimo t…

Gli scrittori ebrei americani: la generazione post-Shoa narra il dolore di tutto il popolo ebraico

Parlare di letteratura, ascrivendola ad una precisa area geografica, è sempre un azzardo. Quando si prende in considerazione il vasto territorio delle Americhe, parlare di letteratura americana, anche riferendosi solo all’area nord, non si può ritenere una definizione soddisfacente.
All’interno della compagine di scrittori nord americani c’è un gruppo. Non piccolo, forse neanche tanto nascosto, di certo con una voce alta e squillante: gli scrittori ebrei americani. Mentre i comuni mortali si limitano ad inorridire di fronte al ricordo di quegli orrori, gli scrittori che hanno vissuto, o evitato, quella strage universale hanno veicolato i loro sentimenti attraverso la penna. La generazione di scrittori ebrei post-Shoa ha preso spesso due direzioni divergenti nei confronti dello sterminio del proprio popolo. Ci sono stati quelli che, fuggiti in America, hanno sentito addosso la vergogna di non aver condiviso il dolore della propria gente. Un dolore troppo recente che, nonostante tutto,…

L'emozione di scoprire uno scrittore nuovo

Non so se vi è mai capitato di essere invasi da una frenesia senza un motivo concreto, una frenesia positiva che vi porta a scrivere un nuovo post sul vostro blog basandovi semplicemente su un'emozione che non vi lascia.
Ecco, a me sta capitando proprio ora. In questo preciso istante.
Qual è l'emozione che mi agita dal profondo, senza darmi posa, senza lasciarmi il tempo di riflettere sull'utilità o meno di un post del genere?
L'emozione di scoprire uno scrittore nuovo.  L'ho detto!
Come succede? Non lo so di preciso, ma ho precedenti illustri che mi fanno pensare ad un processo ormai consolidato nel mio cervello.
Un esempio su tutti? Era il lontano 2006 - credo, anche perchè mi sembra ieri - quando mi imbattei per caso in libreria in un libro il cui titolo, "Trilogia di New York", mi incuriosì più per il riferimento a New York che per altro. Black out totale! Amore a prima riga! Tanto è vero che per anni non ho fatto altro che seguire - in senso editoria…

Tu, per ora #persempre: esce oggi il libro d'esordio di Laurie Frankel

Arriva oggi in libreria "Tu, per ora #persempre" (Sperling & Kupfer), il primo libro di Laurie Frankel che, già nel titolo, porta impresso il forte contatto con il mondo del web. In concomitanza del lancio del libro, Donna Moderna propone il contest "L'avresti voluto dire e non l'hai detto?" in cui si propone ai lettori di raccontare in 140 caratteri un sentimento mai confessato o un rimpianto, appunto, che non ha mai raggiunto l'oggetto del proprio amore. In breve, la trama:
L’amore non è un’opinione: lo sa bene Sam, ingegnere informatico di mestiere (ovvero, un mago del computer) e scapolo per vocazione (ovvero, mille fidanzate, mai quella giusta). Grazie a un algoritmo da lui inventato, Sam ha ideato la ricetta per far incontrare al primo colpo le anime gemelle. Tanto che perfino lui, tempo un click del mouse, ha trovato l’amore: si chiama Meredith, ha la testa fra le nuvole e vive in un appartamento con il soffitto pieno di modellini di aeroplan…

Ruzzle fa impazzire tutti, ma c'è chi dice no!

Un tempo c'erano i crucipuzzle, poi è arrivato il sudoku. Tutto passato, tutto dimenticato. Ora è Ruzzle a tenere in mano la tensione competitiva degli italiani.
Cos'è Ruzzle? E' un gioco a metà tra il crucipuzzle e lo Scarabeo, solo che non ci sono definizioni a cui rispondere e non c'è l'obbligo di comporre parole con un significato reale. Per esempio, se componete "tio" vi dà dei punti. Qualcuno sa cosa significa "tio" in italiano? In spagnolo significa "zio" ma quanti ruzzle-maniaci lo sapranno? Vabbè.
Vedi gente che, prima dimenticava persino di avere un cellulare in borsa e ora, appena distogli lo sguardo, lo afferra e si mette a giocare a Ruzzle. Persone che prima elemosinavano una pausa dal lavoro per fumare avidamente una sigaretta e ora invece lo fanno per giocare a Ruzzle. Ok, meglio il giochino che la sigaretta, ma il punto non è questo.
La mania ormai dilaga in ogni dove, si è impadronita di tutti gli strati sociali e int…

Quando Doris Day e Rock Hudson facevano sognare...

Ho acceso la tv e stavo già per rassegnarmi a fare il solito insoddisfacente zapping del sabato pomeriggio, quando ad un certo punto mi sono imbattuta in un film che mi ha fatto sorridere immediatamente. Ma non quel sorriso da film comico modello cinepanettone che dopo un pò mi fa sempre dire: "Ma che imbecilli!". No, il mio è stato un sorriso di puro piacere.
"Amore, ritorna!" è un film del 1961 che mette in campo la coppia romantica/comica di quel periodo, e vale a dire la bionda fatina Doris Day e il macho dal sorriso irresistibile Rock Hudson. Ai loro tempi erano come Meg Ryan e Tom Hanks oppure Julia Roberts e Richard Gere ma senza quell'aria da "ti seduco-ma-non-è-colpa-mia" che ha sembra Richard Gere fin dai tempi in cui sculettava in "American Gigolò". E vabbè.
C'è da fare un inciso. Io sono cresciuta guardando film americani di quegli anni: quando nessuno bambina di 10 anni sapeva chi fosse Doris Day e meno ancora chi fosse Rock…

Giornata Nazionale dei Dialetti e delle lingue locali: nun c' 'e scurdammo!

Oggi è la Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali istituita dall'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia allo scopo di proteggere e salvare tutte quelle realtà linguistiche che rendono la nostra Penisola un luogo pressoché unico. "Salva il tuo dialetto, prima che scompaia" è il grido d'allarme lanciato dall'associazione e che oggi facciamo anche un pò nostro.
In che modo?

Postiamo su Facebook o su Twitter una frase nel dialetto che conosciamo.

Nei contesti più disparati, il dialetto è stato sempre più identificato con una marca culturale - o meglio, scarsamente culturale - che lo ha portato ad essere sempre più discriminato.

Io ho sempre parlato in italiano - guai in casa mia, quando ero piccola, a dire una parola in napoletano! - e anche per lavoro ho sempre cercato di eliminare quelle inflessioni che potessero farmi identificare all'istante, anche se non ci sono ancora riuscita del tutto!
Certo, lo studio delle lingue straniere ha aiutato molto…

La biblioteca: un luogo per i libri, ma più ancora per i lettori

Quando ero piccola giocavo con i libri che trovavo in casa e mi divertivo a segnare dentro la copertina di ogni libro, con una matita, la materia e il posto dove lo riponevo. Un primo rudimentale sistema di catalogazione per la mia biblioteca casalinga. Senza saperlo ho portato dentro di me il germe di questa passione/ossessione per le biblioteche, fin quando poi, all'università non è esplosa.
Ricordo con infinito piacere le giornate passate alla Biblioteca Nazionale di Napoli, sia nella parte più grande che nella Sezione Americana "J.F. Kennedy" dove ho fatto la maggior parte delle ricerche per la mia tesi in letteratura anglo-americana.  Probabilmente ero l'unica che, dovendo aspettare che gli addetti alla biblioteca andassero a prendere i libri, non si è mai annoiata. Certo, forse la location della Biblioteca Nazionale di Napoli aiuta parecchio - un'ala del Palazzo Reale a Piazza Plebiscito - e gli affreschi sugli enormi soffitti a volta sono un piacevole pas…

Buoni propositi per il 2013: anche Google non resiste e stila la sua lista

Fare buoni propositi è uno dei miei buoni propositi. Ogni anno. Quando ero più giovincella, il 1 gennaio mi sedevo tutta diligente alla mia scrivania e buttavo giù la lista dei buoni propositi, dei progetti, delle cose che avrei voluto fare.
Qualche tempo fa, mi è capitato di ritrovare per caso una di quelle liste e non mi è venuto da ridere - strano! - ma ho capito che non è proprio cosa mia. Le liste, intendo. Difficilmente riesco a rispettare perfino la lista della spesa, tanto è vero che l'ultima volta, per renderla più interessante, ho disegnato le cose segnate interpretandole come un fumetto. Nemmeno questo mi ha incentivato a seguire la lista. Vabbè.
Niente di nuovo, comunque. Uno dei luoghi comuni di questo periodo - oltre agli auguri strappalacrime con foto di bambino africano/clochard/presepe/coniglietta di Playboy - è proprio quello di vantarsi di non mantenere i buoni propositi. Ed è forse l'unica verità che siamo disposti ad ammettere.

Nel caso non abbiate idee s…

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