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Premio Strega 2013: Walter Siti vince la 67esima edizione con "Resistere non serve a niente"


Walter Siti è il vincitore del 67esimo Premio Strega.
Con il libro "Resistere non serve a niente" (Rizzoli) ha raccolto 165 voti ieri sera alla premiazione nel Ninfeo di Villa Giulia a Roma.

Al secondo posto, Alessandro Perissinotto con "Le colpe dei padri" (Piemme) con 78 voti, testa a testa con il terzo posto di 77 voti di Paolo Di Paolo "Mandami tanta vita" (Feltrinelli).

A seguire Romana Petri, "Figli dello stesso padre" (Longanesi) con 63 voti e Simona Sparaco con 26 voti per il suo "Nessuno sa di noi" (Giunti).

Prima della diretta su Rai 1 condotta da Antonio Caprarica e Laura Chimenti - ma anche durante e dopo - , le notizie più fresche e succose sono passate attraverso Twitter con l'hashtag #strega13.

I risultati finali del premio più importante del panorama letterario italiano non hanno riservato sorprese: già si sapeva che Siti avrebbe vinto e che Perissinotto sarebbe arrivato o secondo o terzo insieme a Di Paolo.

La diretta tv - come è spiegato magnificamente qui - è stata abbastanza sotto tono, assolutamente inadeguata all'importanza dell'evento.
Al di là del programma e della conduzione - con Caprarica che ha svelato i finali della maggior parte dei libri della cinquina -, io ho trovato inaccettabile che i critici parlassero dei voti e degli equilibri della classifica parlando delle case editrici senza mai nominare né gli autori né i libri, svelando definitivamente la verità [qualora non lo avessimo capito ancora] sul premio più importante d'Italia.

Bando alle ciance, comunque.
Parliamo di libri, che sono la cosa più importante di tutto questo circo.


Ecco la trama di "Resistere non serve a niente":
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.
Probabilmente, come succede spesso in questi casi, ora si recupereranno anche i vecchi titoli di Walter Siti che è anche curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini. Se siete tra questi curiosi "La magnifica merce" (Einaudi, 2004), "Troppi paradisi" (Einaudi, 2006) e "Il contagio" (Mondadori, 2008) e il suo seguito "Il canto del diavolo" (Rizzoli, 2009), "Autopsia dell'ossessione" (Mondadori, 2010).

Per quanto mi riguarda, cercherò di leggere il libro vincitore.
Diciamo che vi aggiornerò sull'argomento, insomma.

Buona lettura a tutti!

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© Ramona Granato, 2017. All rights reserved.  Riproduzione vietata se non su richiesta.

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