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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Il 1° marzo compriamo un libro! Il flash mob letterario di Caffeina che porta tutti in libreria (e non solo!)

Domani sarà una bella giornata, ne sono sicura. Domani primo marzo è la giornata del flash mob letterario creato dall'associazione culturale Caffeina.
Che cos'è? Il flab mob promosso da Caffeina è molto semplice, eppure di grande impatto: compriamo un libro, domani. Sull'invito all'evento si legge:  Compiamo un gesto di civiltà e fiducia: il primo marzo andiamo tutti in libreria e compriamo un libro perché la cultura è l'unico modo per salvare il nostro paese.
È importante farlo tutti insieme!!
Pensate che segnale enorme vedere tanta gente che tutta insieme va in libreria a comprare un libro!!! 
È tutto pronto ormai e l'evento su Facebook conta quasi 80mila partecipanti.
Come si partecipa? Niente di più semplice. Domani andate a comprare un libro, ma anche un ebook vale. Recatevi in libreria con un fiocco bianco appuntato addosso e fatevi la foto, poi postate lo scatto su tutti i social network con l'hashtag #1MarzoCompraUnLibro e #facciamovincerelacultura


Tutti gli amici di Anna di Enrico Pennino

Tolleranza s. f. [dal lat. tolerantia, der. di tolerare «sopportare, tollerare»]. 1. La capacità, la disposizione a tollerare, e il fatto stesso di tollerare, senza ricevere danno, qualche cosa che in sé sia o potrebbe essere spiacevole, dannosa, mal sopportata. [Vocabolario Treccani]
Non so perché, a volte, mi prenda male nei confronti di alcune parole. Tolleranza è proprio una parola che non tollero. Ecco, appunto. Viene sempre sbandierata non appena si sente l'odore di una dicitura diversa dalla nostra sul passaporto o nel modo di pregare Dio o nella maniera in cui andiamo vestiti.
La tolleranza è la concessione magnanima di quelli che proprio non vorrebbero per vicino di casa uno vestito con la djellaba o una donna velata, di quelli per cui il massimo della globalizzazione è andare a mangiare cinese e, una volta là, prendere sempre e solo il riso alla cantonese (che, secondo me, è quanto di meno cinese possa immaginarsi...).
Enrico Pennino nel suo ultimo lavoro "Tutti gli …

Il Laboratorio del libro: Tommaso Marotta ci svela i segreti degli editor

Amiamo i libri. Svuotiamo il portafogli, per loro. Li cerchiamo dappertutto e dappertutto vorremmo trovarne di nuovi ed interessanti. Che ci dicano qualcosa di noi che non sappiamo.  Che ci cambino la vita.
Ma... come è fatto un libro?
Non intendo, ovviamente, il prodotto materiale di carta, inchiostro, colla (che pure quello avrebbe bisogno di un'indagine, volendo). Mi riferisco al lavoro che viene fatto su un testo da quando abbandona la scrivania del suo autore fino a quando arriva nelle mani di noi lettori. Ed è un processo infinitamente più complesso rispetto a stampa, rilegatura, etc [non me ne vogliamo gli stampatori, i rilegatori e i manovali tutti!].
"Il Laboratorio del libro"è un sito che si propone di diffondere la cultura del libro, ma, più ancora, offre lezioni sul lavoro in casa editrice e svela cosa significa fare davvero l'editor. Tra le sezioni più interessanti, c'è quella sulla Storia del libro, un vero e proprio excursus storico, suddiviso in ca…

San Valentino d'inchiostro!

Ieri era San Valentino. La festa degli innamorati. Sì, ma quale amore?! È una festa commerciale. Sì, ma San Valentino era un martire. E non sono martiri quelli che si svenano per questa festa?! Non sono martiri quelli che, per un unico giorno all'anno, cercano in tutti i modi di zittire i/le loro incontentabili compagni/e? Scusate, e non siamo martiri pure noi che ci siamo dovuti sorbire il puntuale aggiornamento fotografico di questi tentativi, postati in tempo reale dagli/dalle incontentabili con lo smartphone nuovo di zecca?! (se per accontentare un/una incontentabile non vi presentate, tra le altre cose, almeno con uno smartphone di ultimissima generazione, è meglio che non tentate proprio).
Tutti dentro, allora!
Quando il mio fidanzato - che a giorni alterni rispolvera la candidatura alla beatificazione - mi ha chiesto cosa desiderassi per la festa commerciale del santo martire degli innamorati, non ho avuto dubbi: LIBRI!
Il dubbio è arrivato solo al momento di scegliere QUA…

Sento la neve cadere di Domenico Infante

Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere. Io grido a te, ma tu non mi rispondi, insisto, ma tu non mi dai retta. Tu sei un duro avversario verso di me e con la forza delle tue mani mi perseguiti; mi sollevi e mi poni a cavallo del vento e mi fai sballottare dalla bufera. Il libro di Giobbe
Mi piacciono le storie che parlano di un tempo lontano, con tutti i gesti che denotano quella sicurezza e quell'esperienza che, mi pare, oggi sia andata persa.
Mi piacciono quelle storie che in qualche modo mi richiamano i colori dei racconti dei miei nonni, e, non so perché, ma sono sempre colori caldi, più vividi che se li avessi davanti agli occhi in questo momento.
Mi piacciono le storie che narrano di incastri tra la sorte e gli uomini, di un destino più grande di qualsiasi progetto umano: mi sembra di sbirciare nel futuro dei personaggi e, nelle avversità, vorrei dire loro di non preoccuparsi, che tutto si sistemerà, che il disegno del destino ha in serbo grandi cose per loro.
Mi p…

Storie (impossibili) di scrittori rifiutati da tutti. E poi...

Ultimamente sono interessata alle storie impossibili di scrittori, o aspiranti tali. Non chiedetemi perché, non ve lo saprei dire. Mi capitano sotto gli occhi per caso, vi giuro, non le cerco, ma poi mi ci appassiono e me le segno. Leggo le biografie, e quanto più sono tormentate più mi piacciono.
Eppure, me lo dovevo aspettare. Uno dei miei scrittori preferiti, Paul Auster, è diventato famoso proprio per il libro che gli fu rifiutato da ben 17 editori, Trilogia di New York, e poi diventato capolavoro apprezzato da critica e pubblico.
Per caso, leggendo Bookblister, ho scoperto la storia di Giovanni Cocco.
Confesso di non aver letto nessuno dei libri che ha pubblicato, ma appena possibile non mancherò oltre, perché la sua storia è di quelle che non riesci più a dimenticare.

Giovanni Cocco inizia a scrivere già dagli inizi del 2000 e pubblica "Angeli a perdere" per una piccola casa editrice, No Reply, poi per una decina d'anni - a causa di diverse vicende personali - più…

L'insostenibile pesantezza delle 19.30

Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. Herman Hesse
Le abitudini, secondo me, sono tali perché decidiamo di scandire le ore del giorno con determinate azioni. Ogni giorno ci sono sempre le stesse ore e, per le stesse ore, le stesse azioni.
Le abitudini danno sicurezza. Tanto è vero che quando si cambia casa, città, ambiente, nazione o continente - addirittura! - i primi periodi sono scombinati proprio perché si perdono le proprie abitudini. Il tempo di crearsene di nuove, e tutto pare ritornare su binari sicuri.
Io credo di avere poche abitudini, eppure qualcosa me la porto dietro dappertutto. Alle 19.30 di ogni giorno - che sia primavera, estate, autunno o inverno - mi cala addosso una pesantezza dell'essere che, a confronto, la cotta di maglia ferrata dei crociati era una maglietta intima Liabel di lana con cotone sulla pelle!
In realtà, non so spiegarvi se guardo l'ora e mi piomba addosso la coperta di noia o se è vero il contrario. Fatto sta ch…

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