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Teresa e la luna di Carla Marcone


Non so dove si trova l'amore precisamente, in quale parte dell'anima, ma so quando si risveglia e scuote tutto quello che abbiamo dentro.

A me succede quando qualcosa tocca le mie radici più profonde e mi mette addosso una pace che sa di lava e di ginestra, di fuoco e mare azzurro come mai.
Mi succede quando leggo libri come "Teresa e la luna" [Scrittura&Scritture] di Carla Marcone.

La Teresa del titolo è Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri, figura storica realmente esistita, figlia di Carlo Filangieri e nipote di Gaetano Filangieri, due delle colonne portanti della storia e della cultura di Napoli e di tutta Italia.
La Teresa di Carla Marcone, però, non è la figura di cui si potrebbe leggere nei libri di storia - qualora i libri di storia decidessero di occuparsi anche di queste figure femminili -, ma è la donna che si sarebbe potuta incontrare nei salotti e per le strade di Napoli a quel tempo, con tutte le sue passioni e le sue debolezze.

Fin dalle prime pagine, si sente la passione che morde Teresa, come un animale feroce e implacabile che non le lascia scampo, e la spinge a trovare sempre qualcosa che le dia tregua.
Una passione calda e, a volte, simile dolore che, in alcuni casi, è rivolta agli scugnizzi abbandonati per le strade di Napoli, altre alle donne costrette a matrimoni forzati, altre ancora alla sua vita privata.
Lungo tutto il romanzo, Teresa sentirà sempre quella spinta che, lungi dallo stancarla, le dona una forza incredibile.

Le vicende storiche legate a Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri sono intrecciate magistralmente alla vita di Teresa, affezionata al fedele Raffaele che ha il mare negli occhi, disubbidiente all'educazione di nonna Carolina - al secolo Caroline Frendel, dama ungherese arrivata a Napoli insieme alla regina Maria Carolina e istitutrice della secondogenita della coppia reale -, teneramente innamorata del marito Vincenzo [Fieschi Ravaschieri, duca di Roccapiemonte], madre addolorata per la perdita della figlia Lina.

Il pregio della scrittura di Carla Marcone sta anche nella capacità di descrivere così appassionatamente questa donna tanto da rendercela cara fin dalle prime righe.
Carla non tratteggia mai sfumature cupe, anche quando gli episodi raccontati sono i più dolorosi, riuscendo a far trapelare sempre il calore e il fuoco della passione che è alla base della vita di questa donna. Come a dire che chi è capace di sentimenti tanto forti, è poi capace di sopportarne qualsiasi declinazione, dalle più luminose alle più oscure.

Mi è stato difficile staccarmi dal testo una volta iniziato, perché Teresa diventa un'amica di cui vorreste continuare ad ascoltare la voce, di cui vorreste sapere i pensieri, con cui vorreste condividere le preoccupazioni e le gioie.


Ho scoperto solo ora questo romanzo - pubblicato nel 2008 -, dopo aver conosciuto l'autrice, e forse è stato meglio così, perché, dopo aver parlato con Carla, mi è sembrato di sentire ancora la sua voce tra le pagine del libro.

E per me, che leggo tanto, questo è quanto di meglio possa chiedere ad una storia e al suo autore.

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