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Vacanze da Tiffany di Francesca Baldacci


Ecco perché mi piace venire da Tiffany: per l'atmosfera tranquilla e serena che si respira, non per i gioielli. Sinceramente a me non piacciono i gioielli, ma solo i diamanti.  
Audrey Hepburn/Holly Golightly in Colazione da Tiffany
L'atmosfera tranquilla e serena perfetta per una vacanza, non credete?
Soprattutto se, come Angela, la protagonista di "Vacanze da Tiffany" di Francesca Baldacci [Sperling&Kupfer] avete il cuore spezzato.
Il Tiffany è un graziosissimo hotel sulla Riviera delle Palme di proprietà delle pittoresche zie di Angy e che diventa il suo rifugio dopo che il suo fidanzato l'ha lasciata a due mesi dal matrimonio.
L'albergo possiede tutta la magia del famoso film con Audrey Hepburn di cui le zie sono appassionate e che ripropongono insieme ad altri film della stessa epoca per gli affezionati ospiti.
Così come Audrey che crede che da Tiffany non può accadere niente di male, anche Angy si lascia avvolgere totalmente dalla magia del luogo tanto che, quando meno se lo aspetta, la vita le riserverà sorprese molto eccitanti.

La scrittura di Francesca Baldacci ha il pregio di rapire il lettore e portarlo seduta stante al Tiffany Hotel, in quell'atmosfera rilassata che si respira già dal bancone della reception e che ha il sapore di quei tempi in cui i ritmi erano diversi da oggi e un sorriso diventava il biglietto da visita per una nuova conoscenza e, chissà, per qualcosa di più.
La delicatezza della scelta linguistica riesce a descrivere il carattere della protagonista - che è un vero peperino - senza sfociare in quell'aggressività tanto di moda in certi romanzi degli ultimi tempi.

"Vacanze da Tiffany" in forma cartacea gode di un rinnovato successo dopo che, per mesi, è rimasto in cima alle classifiche degli ebook autopubblicati più venduti su Amazon.
Più o meno un anno fa, pubblicai un'intervista a Francesca Baldacci e, quando ho saputo che faceva parte anche lei di questa ondata inarrestabile (per fortuna!) di autrici che, dal self publishing sono passate alle case editrici, non ho potuto fare a meno di rileggere il libro nella nuova edizione e riscoprirne il fascino intatto.

E non vi nego che mi è venuta voglia di trovare davvero un albergo come il Tiffany, dove lasciare andare liberi i sogni e i pensieri... In fondo, è questo il periodo giusto, no?
O forse è solo la magia di Tiffany che Francesca Baldacci ha saputo trasmettere così bene dalle pagine del suo libro. Anche questo fa parte della magia di Tiffany...

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