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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

Libro cartaceo vs ebook: 5 pro e 5 contro tra la carta e il digitale

C'è chi ama Batman e chi preferisce Joker. C'è chi non mangia altro che le polpette della nonna e chi mangia sushi come se non ci fosse un domani. E poi ci sono quelli che non vogliono sentir parlare di ebook nemmeno se da questo dipendesse il futuro culturale dell'intero pianeta - e non è così! - e quelli che hanno relegato i libri di carta tra gli oggetti d'antiquariato.
Libro o ebook? Ma poi... c'è davvero bisogno di scegliere?

Ho provato a fare una lista dei pro e contro di entrambi i supporti per la lettura.


Io adoro passare il dito sui libri e adoro leggere la sera, magari mentre mio marito guarda la tv e nella stanza non c'è troppa luce e l'ereader è la mia isola luminosa.
Quando leggo preferisco dimenticare il peso "fisico" del libro e con un ebook posso farlo senza pensarci.
Per tutto il giorno, nel tran tran delle cose da fare, sogno solo di disconnettermi dal mondo e affondare il naso tra le pagine - profumate! - di un libro, ma se ho bi…

Real Love di Silvia Ami

Quando ero piccola, per vedere cucinare mia madre, la seguivo in cucina per il pranzo o, nel pomeriggio, la pregavo di fare un dolce per il piacere di mettermi lì a guardarla impastare. Ora basta accendere la tv a qualsiasi ora del giorno o della notte - sì, anche della notte - e si vedono cuochi, chef e aspiranti tali che preparano ricette più o meno note, alcune volte rivisitandole, altre volte rovinandole irrimediabilmente.
E poi ci sono le star, gli chef stellati e non, con il fascino dei divi del cinema: possono cucinare qualsiasi cosa e le telespettatrici pendono dalle loro labbra.
Confesso: anche io, se lo chef merita, mi fermo un attimo davanti alla tv a sognare di vederlo comparire nella mia cucina... e magari lavare anche i piatti!

Se in tv comparissero Massimiliano Allegri e Andrea Delmonaco, oltre agli ascolti, salirebbero anche gli ormoni di tutte le donne. Ne è convinta Emma Ferrari, produttrice del nuovo reality di pasticceria che vede contrapposti i due sexy pasticcie…

Viaggiando controsenso.

In autobus, spesso me ne sto col naso attaccato ai vetri, per guardare fuori.  È un'abitudine che ho sempre avuto e non mi stanca mai guardare e riguardare lo stesso paesaggio.
Qualche giorno fa mi è capitato di sedermi in un posto contrario al senso di marcia e, ad un certo punto, ho avuto la nausea. Per sbrigare della corrispondenza arretrata, infatti, ero con gli occhi fissi sullo smartphone, per leggere e scrivere mail, e le lettere hanno iniziato a ballarmi davanti agli occhi. Mi sono ricordata di quando, da piccola, mia mamma mi diceva di guardare sempre avanti sugli autobus, per non soffrire il mal d'auto, ma ci ho creduto poco. Da allora, ho preso autobus, treni, auto, barche, navi, aerei, viaggiando nelle condizioni più diverse e non mi sono mai sentita male.
Oggi mi è capitato ancora di sedermi controsenso, ma ho messo da parte il telefono e mi sono goduta il viaggio guardando fuori. Nessuna nausea né malessere. Lo stesso paesaggio già visto centinaia di volte ha as…

Straluna di Giuseppe Pompameo

Ci sono storie che non hanno radici eppure restano ancorate da qualche parte, tra l'animo e la testa, e difficilmente riuscirete a liberarvi dalla sensazione che avete provato mentre le leggevate.
A me è successo esattamente questo con il nuovo libro di Giuseppe Pompameo, "Straluna" [Scrittura & Scritture].

Octavio Serna è il postino di Nuvàl, un bizzarro paesino sospeso tra il silenzio e la lentezza del tempo che lì scorre in maniera diversa. Ma il lavoro di Octavio si trascina in maniera sgangherata, come la bicicletta con cui se ne va in giro e il motivo è perché a Nuvàl non arrivano e non partono lettere. Da anni, ormai, sono i ricordi - e i rimpianti - l'unico mezzo di comunicazione degli abitanti di Nuvàl, a partire da Octavio che racconta a tutti la nostalgia per suo fratello Olindo, partito per New Orleans e mai più ritornato.
Pian piano, attraverso la voce dell'autore che ci presenta i personaggi, ci rendiamo conto che a Nuvàl si vive di ricordi e d…

Segnalazione: Come saltano i pesci di Simone Riccioni e Jonathan Arpetti

Come saltano i pesci Simone Riccioni e Jonathan Arpetti Leone Editore
Trama
Matteo è in procinto di sostenere un colloquio alla Ferrari di Maranello, dove sogna da sempre di lavorare, quando scopre all'improvviso che la sua vera madre, Anna, è morta in un incidente stradale. Il ragazzo, cui la verità sulle sue origini era sempre stata nascosta dai genitori, decide di partire verso la casa di Anna nelle Marche, e non si accorge che sul suo furgone si è nascosta la sorella minore Giulia, affetta da sindrome di Down. Nel corso del viaggio Matteo conosce l'affascinante ma problematica Angela, che si unisce ai due ragazzi, per arrivare infine a Porto San Giorgio, dove scoprirà di avere un fratellastro. Matteo verrà infine raggiunto dal padre Italo, e riuscirà a fare luce sulla sua complessa vicenda familiare. Postfazione di Giovanni D'Ercole.
Gli autori
Simone Riccioni ha esordito sul grande schermo nel film di Fausto Brizzi Com’è bello far l’amore, con Fabio De Luigi. È stato prota…

Il gibbone di Giorgio Caproni

No, non è questo il mio paese. Qua fra tanta gente che viene, tanta gente che va  io sono lontano e solo  (straniero) come l'angelo in chiesa dove non c'è Dio. Come, allo zoo, il gibbone.
Nell'ossa ho un'altra città  che mi strugge. È là. L'ho perduta. Città grigia di giorno e, a notte, tutta una scintillazione di lumi - un lume per ogni vivo, come, qui al cimitero, un lume per ogni morto. Città cui nulla, nemmeno la morte mai, - mi ricondurrà. 
Il gibbone Giorgio Caproni

Sudio, gli auricolari svedesi per letture a tempo di musica

Le parole fluiscono seguendo la propria natura e c'è poco che possiamo fare se non assecondarle.
Alcune scelgono di specchiarsi in una pagina bianca, altre preferiscono seguire l'onda delle note musicali.
Non importa il mezzo. Le parole cercano una via per entrare dentro di noi, per raccontarci storie, per trasmetterci emozioni.
A ben pensarci, sono ancora più efficaci quando sono assenti. Come una musica che, senza nessun testo, ispira tutti i versi che il nostro animo è in grado di creare.

Quando leggo, spesso accetto come unica compagnia la musica.
Che siano canzoni o melodie senza parole, ogni volta si crea una bolla in cui la realtà è diversamente percepita, filtrata dal libro che sto leggendo e dalla musica che sto ascoltando.


In qualsiasi posto mi trovi, gli auricolari Sudio Vasa del marchio svedese Sudio Sweden sono diventati l'accessorio perfetto per i momenti in cui la musica è la colonna sonora delle mie letture preferite.
Fatti a mano con particolare attenzion…

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