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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

Mistero a Villa del Lieto tramonto di Minna Lindgren

Quanti anziani incontriamo per strada ogni giorno? La nostra società che valore dà alle persone che non sono più attivamente produttive? Riusciamo a immaginare che anche gli anziani hanno - ancora! - una vita da vivere pienamente?
Non mi capita spesso di pormi queste domande, non perché non mi renda conto che esistano tali questioni, quanto piuttosto perché non riesco a trovare una risposta. O, forse, perché quando si è giovani non si pensa che prima o poi la gioventù può finire o, quanto meno, rallentare nella sua esplosiva fioritura.
I protagonisti di "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren [Sonzogno] sono tutti ultranovantenni, anche perché Villa del Lieto Tramonto è un complesso residenziale per anziani. Non vi aspettate lentezza mentale e fisica perché, a quanto pare, a Helsinki gli anziani sono di tutt'altra pasta e di ben altre inclinazioni, tutte diverse dal riposo e dal ritiro.

Siiri, Irma e Anna-Liisa sono amiche e ogni giorno si incontrano per …

Non è niente

Non è quando ce li prescrivono, che abbiamo bisogno degli antidolorifici.
A volte il trauma è sordo e non vogliamo alleviare lo stordimento che ci provoca. Torna a pulsare quando pensiamo che la cicatrice stia scomparendo, acuto, pungente, nonostante da fuori non si veda più niente.
È allora che una pillola fa la differenza, è allora che il dolore vuole essere sconfitto in qualche modo, fosse anche solo soffocato in una dose di zucchero da cariare i denti o in una corsa aria in faccia e polmoni che bruciano.
Una pillola contro il dolore, per me, ha soprattutto la forma di un libro.
Passano gli anni, eppure quel granello di polvere nell'occhio continua a farci lacrimare, come se il vento che lo avesse portato soffiasse ancora. Passano gli anni e non riusciamo a cancellare quelle classifiche che ci volevano sempre al secondo posto, in amore, nelle amicizie, nei passaggi da prendere e dare per le serate in disco. Sono passati anni, eppure quelle classifiche le abbiamo viste ricopiate…

Lacrime di coccodrillo di Valeria Corciolani

Può far ridere una storia in cui ci scappa il morto? Può un giallo in cui il lassativo è uno dei protagonisti, non far... cagare? Possono i personaggi dei cartoni animati essere usati dal cattivo della storia?
La risposta è sì a tutte le domande.
In "Lacrime di coccodrillo" [Emma Books], Valeria Corciolani riesce a mettere insieme tutti gli elementi di cui sopra e tanti altri, per un romanzo che mi è mancato una volta finito.

Mi è mancata Guia che col suo Andrea ha un rapporto d'amore sano, ironico e tanto appassionato, nonostante i piccoli Elia ed Emma le diano del filo da torcere. Un filo da torcere che comunque è molto blando rispetto ai pasticci in cui la trascinano le due sue migliori amiche, Betti e Lucia.

Mi è mancato il commissario Pietro Lanzi, affascinante, introverso, quasi tenebroso se non si riescono a decifrare i desideri semplici del suo cuore. E anche l'ispettore Olivari ha lasciato traccia col suo carattere apparentemente spigoloso.

A prima vista no…

Benvenuto Maggio!

Maggio è arrivato senza che aprile lasciasse traccia del suo passaggio. Non che sia stato un mese crudele [«April is the cruellest month» - T.S. Eliot], anzi. Mi sono ritrovata stamattina a dover girare il foglio del calendario e mi sono dovuta fermare a chiedermi cosa ne fosse stato del prima.
Aprile mi ha regalato trenta giorni di splendida consapevolezza, devo ammetterlo. Ho marciato in queste 720 ore con gli occhi desiderosi di meraviglia e, più desiderio ho avuto, più bellezza ho scoperto. Mi sono resa conto di non aver mai visto la primavera, di non aver mai osservato il dischiudersi dei fiori, di non aver mai assistito alla lenta agonia delle gemme che esplodono, di non aver mai respirato il venticello non ancora caldo che passa sulla faccia come le mani di un bimbo un po' monello.
Aprile mi ha risvegliato una creatività nuova, lineare, luminosa. Ho scoperto che le idee arrivano prendendo spunto da qualsiasi cosa, senza bisogno di cercarle. Ho capito che più la mente va in…

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