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Giugno di tempi corti, a volte lunghi ma pieni di cose belle


Le giornate lunghissime di giugno, a volte, sembrano iniziare molto presto e altrettanto presto finire.

Il tempo è quello che viviamo riempiendolo di cose, altrimenti sono solo minuti che vediamo scorrere sul quadrante dell'orologio.

Di cosa ho riempito le mie giornate?

Di sorrisi e di piccole attenzioni, di una tenerezza struggente e di una stanchezza che non sapevo potesse esistere, di gesti da imparare e di gesti da insegnare.
Ho riempito le mie giornate guardando l'amore, quella forma purissima di sentimento che si concretizza solo quando il caso, la fortuna, il destino o Dio - o tutte queste cose insieme - ci mettono lo zampino. Ho riempito le mie giornate con la natura in boccio, con quella sorpresa che nasce solo di fronte a un fiore che ogni giorno aggiunge un petalo alla sua corolla.

E non c'è niente di più bello che rendersi conto che tutti i boccioli sono uguali, per quanto noi che li guardiamo possiamo crederci speciali. Credetemi, non lo siamo. 

È la vita la sola cosa speciale con cui potremo mai confrontarci.


Quando inizia l'estate è sempre tempo di bilanci per me e, pure se ho finito la scuola da secoli, in questo periodo sento sempre nell'aria quell'odore di sole sull'asfalto che sentivo sempre tornando dagli ultimi giorni di scuola, cartella leggera e la tranquillità di aver fatto tutto il possibile, di aver dato il meglio, con la sicurezza di meritare il mare e la spiaggia.

Anche questa volta non riesco a sottrarmi alla resa dei conti del primo semestre della mia vita e la voglia di leggerezza è ancora là, insieme alla sicurezza di meritare il calore del sole sulla pelle e il riverbero del mare negli occhi.

Ho sempre amato i papaveri, quando comparivano nel giardino del liceo, voleva dire che era tempo di leggerezza. Sono giorni che ne vedo nei campi, agli angoli delle stradine di campagna, attorno al lago, e quei petali delicati, mossi da qualsiasi soffio eppure fieri e solidi, sono parentesi di sorriso nei miei pensieri.

Giugno è arrivato e quasi non ci credo che sia passato già metà di quest'anno. Ma va bene così.

Perché, in fondo, quello che auguro a chi amo è di perdere la somma dei giorni in un fluire di emozioni, di felicità senza calendario.

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