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Festa della mamma: libri per mamme scritti da mamme


C'è un manuale per essere una mamma perfetta?
Esistono delle regole da seguire per conquistare l'amore dei figli, non perdere quello del marito e vivere bene con se stesse?
È possibile trovare un compromesso tra le aspettative e la realtà dell'essere mamma?

Ancora prima di essere una "mom to be" avevo ben chiaro che la risposta a tutte quelle domande è quasi sempre NO oppure NI, in ogni caso sicuramente non quel bel rassicurante SÍ che tutte andiamo cercando.

Altre donne prima di me si sono poste più o meno le stesse domande - e molte altre ancora! - e hanno affidato le loro riflessioni alle pagine scritte di libri che, lungi dall'essere manuali, si propongono di essere letture piacevoli e leggere, frizzanti spunti per pensare a nuovi modi di riuscire a fare tutto senza perdere noi stesse per strada. Insomma, originali punti di vista su una condizione da sempre mitizzata e, allo stesso tempo, demonizzata, osteggiata da alcune, valorizzata da altre, ignorate da molte.


Manuale di sopravvivenza per pessime madri di Lucrezia Sarnari [Bertoni Editore] è ispirato al blog dell'autrice "C'era una vodka (... e ora c'è una mamma che ha bisogno di un drink)" e rassicura tutte che non esistono pessime madri, o meglio, a tutte sembra di essere pessime in qualche modo, quindi tanto vale farsi una risata e provare a sopravvivere. Con tanta ironia, Lucrezia ci dà qualche consiglio e ci dice chiare e tonde alcune verità sulla maternità, come nessuno ha mai osato fare. E tanti saluti alle mamme che si mostrano tutte cuoricini, orsetti e profumo di biscotti!



Anche Silvana Santo, autrice di Una mamma green: crescere un figlio senza inquinare come una petroliera [Giunti] è partita da un blog con lo stesso nome del libro in cui racconta come ha cercato di ridurre l'impatto ambientale della maternità. Come nel blog, Silvana racconta i suoi sentimenti e le sue scelte di donna e di mamma su temi quali allattamento, co-sleeping, prodotti e giocattoli ecologici. Da leggere per uscire dalle logiche del consumismo sfrenato che circondano il mondo della maternità e dei bambini.

I'm So Pregnant: An illustrated look at the ups and downs (and everything in between) of pregnancy di Line Severinsen [Adams Media Corp] è una racconta delle vignette che l'artista norvegese ha iniziato a disegnare durante la sua prima gravidanza. Per ora il libro è disponibile solo in inglese ma i disegni, vi assicuro, parlano da soli e strappano ben più di una risata. Da tenere in libreria e sfogliare nei momenti in cui alcuni aspetti della gravidanza e della maternità perdono il loro lato "simpatico".





Le mamme già "avviate", invece, sanno che ci vuole un'organizzazione capillare, alcune volte più dettagliata di quella delle operazioni del Pentagono (!), per riuscire a fare tutto e a non sembrare delle scimmie in gabbia (e mi riferisco più al look selvatico che ad altro!). Mamma planner. Come organizzare al meglio la giornata, riuscire a fare tutto e avere più tempo per te! [Gribaudo] di Adriana Fusè (blogger di Ricomincio da quattro) promette di regalare un metodo semplice e realizzabile per non ritrovarsi a fine giornata con l'ansia e la sensazione di non aver combinato niente di buono né per i figli né per se stesse. Da tenere in borsa per soluzioni express in ogni occasione.


Di qualche anno fa ma sempre attuale, il libro Quello che le mamme non dicono [Rizzoli BUR] di Chiara Cecilia Santamaria (blogger di Ma che davvero?]. Una riflessione ironica su uno degli argomenti più intoccabili di sempre, la maternità, su cui l'autrice giura di dire la verità, niente altro che la nuda e cruda verità. Da leggere perché anche quando ci sembra, non siamo sole.




Le mamme sono spesso protagoniste della letteratura e del teatro. Quattro mamme scelte a caso [Caracò] è una raccolta di quattro monologhi scritti da quattro autori, Alessio Arena, Luigi Romolo Carrino, Massimiliano Palmese, Massimiliano Virgilio, che hanno tema centrale la maternità, declinata in maniera sempre diversa. Ho parlato di questo libro [qui] dopo aver visto lo spettacolo teatrale che ne è stato tratto da Roberto Azzurro e ancora ora, a distanza di anni, mi vengono i brividi a ripensare a quei sentimenti fortissimi visti sulla scena.

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